Socrate

SOCRATE

Socrate visse ad Atene nel V secolo a.C., in un periodo di crisi politica e culturale. Non scrive nulla, perché considerava la scrittura inferiore alle parole, conosciamo il suo pensiero grazie a Platone e Senofonte.

A differenza dei sofisti, che insegnavano a convincere gli altri che tutto è relativo (ognuno ha la sua verità), Socrate cercava una verità universale, specialmente in ambito emotivo.


Il metodo di Socrate:

Socrate insegna attraverso il dialogo e non con lezioni tradizionali.

1. Ironia socratica→ Fingeva di non sapere un argomento, faceva domande per mostrare le contraddizioni delle loro opinioni.


2. Maieutica (arte della “levatrice”) Socrate aiutava gli allievi a “far nascere” la verità che ha dentro di loro.

perché nella sua opinione → La verità si raggiunge attraverso la ricerca personale.


La concezione della verità Per Socrate la verità non è relativa, ma esistono valori universali come giustizia, bene, virtù.

La conoscenza del bene è fondamentale chi conosce davvero il bene non può fare il male.

Infatti per Socrate il male deriva dall’ignoranza. Per questo la filosofia è prima di tutto cura dell’anima, cioè della parte più profonda e morale dell’uomo. L’anima diventa il centro della persona e va educata attraverso la ricerca della verità e la pratica della virtù.


Il processo e la morte→ Venne accusato di corrompere i giovani e di non rispettare gli dèi della città. Socrate fu processato e scelse la morte invece del esilio nel 399 a.C. Accettò la sentenza, bevendo la cicuta.

La sua morte ci viene raccotata da Platone in un suo testo.

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